BABY WEARING: impariamo a conoscerlo

L’arte del portare i bimbi in fascia in realtà ha origini antiche: ogni cultura ha sempre seguito le proprie modalità per portare i bambini neonati o piccoli in fascia.

Soprattutto nelle campagne rurali le mamme hanno sempre utilizzato vari tipi di tela per sostenere i propri bambini, mentre in città circa dall’epoca moderna della società industriale hanno iniziato ad arrivare carrozzine, passeggini, box e quant’altro che hanno favorito un allontanamento del bambino dalla mamma: si riteneva che non ci fossero più pericoli e con dei supporti esterni si credeva di diminuire la fatica dell’accudimento.

Ma secondo vari studi fatti sul portare i bimbi, si è visto che in realtà i bambini portati in fascia piangono meno e sono bambini più felici.

I bambini che sperimentano il pelle a pelle hanno addirittura uno sviluppo neurologico avanzato rispetto ai bambini a basso contatto.

Ogni bambino cerca il corpo del genitore in modo fisiologico, infatti se guardiamo i riflessi primitivi del bambino sembra proprio che il corpo del genitore sia per lui il posto giusto dove stare.

E’ fondamentale ricordarsi che i bisogni del bambino non sono solo quelli di essere nutrito, cambiato e addormentato, ma di ritrovare anche quell’ambiente contenuto di quando viveva in pancia in modo da sentirsi al sicuro e tranquillizzarsi, e per far questo la fascia è un ottimo metodo!

Nei primi 9 mesi di vita post nascita, quindi durante l’esogestazione, i bimbi hanno bisogno di restare a contatto con la mamma, perchè il loro periodo di adattamento fuori dall’utero equivale circa ai 9 mesi dell’endogestazione e quindi della gravidanza.

Inoltre rimanere a contatto con il corpo della mamma aiuta il piccolo a regolare sia la respirazione che il battito cardiaco e la temperatura favorisce il proseguimento dell’allattamento.

Il baby wearing è sempre esistito e ogni mamma informata e accompagnata da una consulente del portare può immergersi in questa meravigliosa esperienza che le permette sia di rimanere vicino al proprio piccolo rinforzando un accudimento ad alto contatto, sia di riprendere la quotidianità insieme al proprio bambino sentendolo al sicuro vicino a lei.

L’arte del portare si può conoscere fin dalla gravidanza imparando già le diverse legature con dei bambolotti, oppure approcciarsi nei primissimi giorni, settimane o mesi in modo da sperimentarne i benefici direttamente con il proprio bambino. 

Le posizioni che si possono utlizzare sono proncipalmente quella fronte mamma cuore a cuore, quella fronte mondo, quella sul fianco e quella sulla schiena.

Una consulente del portare può illustrare i vari benefici consigliando il supporto giusto per ogni legatura anche a seconda delle esigenze di ogni mamma e di ogni bambino.

Ovviamente l’arte del portare non è solo rivolta alla mamma ma anche al papà o a qualsiasi altro membro della famiglia che attraverso il contatto può comprendere meglio i bisogni del bambino. Con i bambini vicini li si espone spontaneamente al linguaggio perchè si tende maggiormente a parlargli o a raccontargli storie, inoltre i bimbi si addormentano e si calmano più facilmente e questo rasserena e rende felici i genitori.



Silvia MamyogaCommenta